Zen
Uno dei principi della psicoterapia della Gestalt è quello di “non parlare delle cose o di qualcuno” ma piuttosto di “stare nelle cose e di parlare direttamente a qualcuno”, questo per non praticare la posizione dell’ “aboutism” (dell’”intornismo”) che Perls attribuiva agli osservatori non coinvolti nello stile psicoanalitico. Quindi egli sosteneva che non andava bene “stare intorno” alle cose ma piuttosto era necessario “calarsi dentro” le cose. In questo atteggiamento si può riconoscere l’influenza del Buddismo Zen che afferma appunto che “l'unico modo per conoscere qualcosa è diventare la cosa stessa”. In Gestalt infatti si invita il paziente a non parlare dell’emozione vissuta ma piuttosto di identificarsi in essa… divenire l’emozione. Quindi piuttosto che dire per esempio “sento rabbia” o “tristezza”, ecc., gli si chiede di “divenire la rabbia, la tristezza” e così via. Lo si invita a sperimentarsi essendo l’emozione ed a sviluppare un dialogo con se stesso. Questa tecnica ha lo scopo di rendere fenomeno ciò che altrimenti rimarrebbe un semplice pensiero. Ri-sperimentando fenomenologicamente il vissuto è possibile lavorarci per integrarlo nella personalità. Nello Zen c'è questo assunto conoscitivo, ne parla Suzuki, che era sia uno psicanalista che un esperto di Zen: egli sottolineava che “se si vuol conoscere una rosa devi diventare la rosa”, e in Gestalt si applica proprio questo approccio alla conoscenza. Se vuoi capire tua madre devi diventare tua madre, sii tua madre, se vuoi capire un sintomo divieni il sintomo e così via
“Apprendere significa scoprire che cosa è possibile”, F.Perls, 1977.
In gruppo o in seduta individuale, è possibile imparare tecniche di rilassamento utili per raggiungere un profondo stato di consapevolezza del proprio corpo e della propria mente. Un momento per praticare con intenzione una modalità di “essere attenti”, con la mente e con il corpo, nelqui ed ora, grazie ad un’attività a noi nota: il respiro.
Attraverso il respiro si riesce a riportare la propria attenzione al proprio corpo, alle proprie emozioni e sensazioni; imparare ad essere più consapevoli di se stessi, ed esercitare un miglior controllo sui propri impulsi; integrare le proprie parti del sé.
Le tecniche di rilassamento, provenienti dalle pratiche della Mindfulness, aiutano a recuperare il benessere psico-fisico, imparando a schiacciare il tasto “pausa”, per non continuare a riproporre azioni che ci fanno stare male, portandoci a vivere in modo non autentico.
Le sessioni di rilassamento, possono essere attive, attraverso esercizi che permettono di scaricare frustrazione, rabbia, ansia e stress; oppure praticate in stato di quiete.
La dott.ssa Elena Vlacos, psicologa e psicoterapeuta in formazione, guiderà le sedute grazie all’esperienza acquisita negli anni di pratica di diverse meditazioni.
In gruppo o in seduta individuale, è possibile imparare tecniche di rilassamento utili per raggiungere un profondo stato di consapevolezza del proprio corpo e della propria mente. Un momento per praticare con intenzione una modalità di “essere attenti”, con la mente e con il corpo, nelqui ed ora, grazie ad un’attività a noi nota: il respiro.
Attraverso il respiro si riesce a riportare la propria attenzione al proprio corpo, alle proprie emozioni e sensazioni; imparare ad essere più consapevoli di se stessi, ed esercitare un miglior controllo sui propri impulsi; integrare le proprie parti del sé.
Le tecniche di rilassamento, provenienti dalle pratiche della Mindfulness, aiutano a recuperare il benessere psico-fisico, imparando a schiacciare il tasto “pausa”, per non continuare a riproporre azioni che ci fanno stare male, portandoci a vivere in modo non autentico.
Le sessioni di rilassamento, possono essere attive, attraverso esercizi che permettono di scaricare frustrazione, rabbia, ansia e stress; oppure praticate in stato di quiete.
La dott.ssa Elena Vlacos, psicologa e psicoterapeuta in formazione, guiderà le sedute grazie all’esperienza acquisita negli anni di pratica di diverse meditazioni.



