sabato 30 marzo 2013


« La salute è il nostro patrimonio, un nostro diritto. È la completa e armonica unione di anima, mente e corpo; non è un ideale così difficile da raggiungere, ma qualcosa di facile e naturale che molti di noi hanno trascurato »
(Edward Bach)

venerdì 29 marzo 2013

DEFICIT DI ATTENZIONE E IPERATTIVITÀ': ADHD E FIORI DI BACH

Occupandomi da qualche tempo ormai dei genitori di bambini con ADHD, mi sono chiesta se esistessero rimedi naturali nei confronti di questo disturbo.

Ho trovato un sito molto interessante, di un chiropratico di Losanna (CH), e potete visitarlo cliccando qui sotto:

http://unritalinsolution.com/

Qui sono elencati diversi rimedi e terapie naturali:

http://unritalinsolution.com/natural_remedies_for_adhd

La mia esperienza sui fiori di Bach mi ha inoltre spinta a creare un composto di fiori adatto a chi soffre di caratteristiche come l'iperattività, la disattenzione e l'aggressività.
Servendomi del sito sopra citato, riporto in italiano i fiori che propone in lingua inglese.


  • Aspen – per nervosismo, ansia paure con origine indefinita
  • Cherry Plum – per pernsieri irrazionali e comportamenti impulsivi associali alla paura della perdita di controllo
  • Chestnut bud – per l'incapacità di apprendere dagli errori passati e dalle esperienze
  • Clematis – mancanza di concentrazione per disattenzione
  • Heather – loquacità eccessiva, solitudine che si evita
  • Impatiens – irritabilità, impazienza
  • Mimulus – timidezza, paura e/o ansia per oggetti o eventi definiti 
  • Mustard – cambiamenti d'umore repentini
  • Scleranthus – indecisione
  • Vervain – aggressività dovuta all'impulsività, testardaggine a fare le cose nel proprio modo
  • White chestnut – preoccupazioni persistenti e pensieri che non si desiderano 

Inoltre, segnalo uno studio pubblicato su PubMed sulla Mindfulness e l'ADHD:


La Mindfulness è una tecnica utilizzata in alcune terapie (tra cui la psicoterapia della Gestalt), che permette di sviluppare la concentrazione su se stessi attraverso il lavoro sul respiro. Gli esercizi di Mindfulness (che dall'inglese significa "consapevolezza"), aiutano ad aumentare la consapevolezza di noi stessi, anche in una persona affetta da ADHD.



giovedì 10 gennaio 2013

TERAPIA DI COPPIA. UNA VISIONE GESTALTICA.


LA TERAPIA DI COPPIA DAL PUNTO DI VISTA GESTALTICO.

Cos’è la terapia di coppia?
Questo tipo di terapia nasce per aiutare quelle coppie che non godono di una relazione soddisfacente e che desiderano migliorare la loro condizione, e vogliono vivere meglio la coppia. A volte, solo uno dei due partner ripone speranza nella terapia, mentre l’altro arriva in sessione “obbligato” o condizionato dalla possibile rottura della relazione. Normalmente la motivazione è alta nel voler migliorare, invece di lasciarsi andare davanti alle difficoltà e perdere ogni speranza, abbandonandosi all’inevitabile destino.
Anche se c’è da considerare la possibilità di dividersi, attraverso la terapia di coppia, si può trovare il modo di affrontare la rottura in modo sano e meno dispendioso in termini di emozioni che portano a soffrire e a provare rabbia e rancore (sentimenti che ci porteremo dietro per diverso tempo e che potrebbero inquinare le future relazioni).

Il terapeuta.

Il lavoro del terapeuta è quello di aiutare a scoprire o a chiarire cos’è che non funziona, offrendo una visione della relazione dal punto di vista della propria esperienza e formazione.
Il terapeuta stesso ha sperimentato tale processo di sofferenza e di lavoro su se stesso, per trovare ciò che manca, e cercare ciò che si può fare per migliorare se stessi e la relazione.

Il problema della coppia.

Oggigiorno le coppie incontrano ostacoli che vivono come problematici, tanto da portare i due partner alla rottura: dai rapporti sessuali insoddisfacenti, alla gestione economica errata, all’educazione dei figli non condivisa, ecc.. Senza dubbio la coppia incontra il terapeuta portando motivi diversi, ma la maggior parte delle persone arriva perché il proprio partner non si comporta come vorrebbe per farla sentire bene: lamentele e rimproveri verso l’altro, che a lungo andare impoveriscono i sentimenti di unione, e rendono sempre più complicata la relazione. In questo modo i partner cominciano a spostare il centro della propria attenzione, da se stessi all’altro, cominciando a notare ogni singolo difetto che lentamente si ingigantisce, come se lo si vedesse sotto una lente di ingrandimento. E così la relazione non è più soddisfacente, tutto diventa pesante, tutto è un obbligo, e ciò che prima poteva essere piacevole diventa fonte di sofferenza.
Da tolleranti i partner diventano completamente intolleranti l’uno nei confronti dell’altro.
E così si sentono in trappola, dentro ad un tunnel buio dal quale non riescono più ad uscirne con le loro proprie forze. Ecco che quindi entra in gioco il terapeuta, che non conoscendo nessuno dei due, compie una funzione di mediatore imparziale ed obiettivo.
Alla base di questa insoddisfazione c’è l’incapacità di veder soddisfatte nell’altro le prorpie aspettative, perdendo la consapevolezza che l’altra persona non può essere fatta “su misura”, secondo i nostri desideri.

La terapia.

Attraverso un percorso che il terapeuta di orientamento gestaltico propone alla coppia, i due partner prendono lentamente consapevolezza del fatto che l’altro non esiste per soddisfare ogni sua aspettativa. Le relazioni devono basarsi sull’accettazione dell’altro per com’è veramente, cercando quello che li unisce e non quello che li separa, senza troppe esigenze, perché una relazione si sostiene sulla libertà e su ciò che entrambi possono dare all’altro.
Attraverso la terapia della Gestalt ci facciamo carico del significato della nostra esperienza, e troviamo la forza di non lasciare più tutto il peso sulla nostra relazione di coppia, dove crediamo abbia origine il nostro malessere, piuttosto di considerare una insoddisfazione propria. Il mio lavoro è dunque quello di aiutare a capire tale visione infantile, dove la responsabilità della mia felicità o della mia sofferenza è dell’altro e non è la mia.
Essere adulti non significa aspettarsi che qualcuno debba soddisfare i miei bisogni, bensì che ognuno di noi si senta responsabile di se stesso e che può raggiungere tale soddisfazione in modo naturale, senza sentirsi obbligato.

Immaturità emotiva.

Arriviamo all’età matura che ci sentiamo “capaci” in distinti campi (lavoro, relazioni con la famiglia d’origine, hobbies, sport, ecc.), però molto spesso restiamo immaturi nella dinamica della relazione di coppia, sebbene abbiamo già avuto diverse esperienze alle spalle (belle e brutte che siano). Chi non ha detto al proprio partner almeno una volta: “devi essere così....!”, “non fare questo!”, “hai visto che non hai fatto quest’altro?”...  Ma dobbiamo capire e comprendere profondamente che la nostra vita non si basa sul comportamento dell’altro, perché altrimenti staremmo  vivendo un’eccessiva dipendenza. Ecco perché è necessario “coltivare” la maturazione della persona in tutti gli ambiti, ed essere in grado di trovare soluzioni ai nostri problemi da soli anche nell’area della nostra relazione di coppia.

Intelligenza emotiva.

Ultimamente si parla sempre di più di “Intelligenza emotiva”, proprio come la capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le emozioni proprie ed altrui. Una buona terapia può essere trasformatrice per chi la intraprende, imparando a vedere la coppia in un nuovo modo, guadagnando in qualità. Se ci facciamo carico delle nostre emozioni senza cercare scuse, potremmo ottenere maggior senso di libertà e indipendenza, migliorando la nostra relazione col nostro partner. Questa nuova modalità sarà soddisfattoria per noi, e i nostri figli impareranno dalla relazione dei propri genitori e la ripeteranno in futuro (proprio come abbiamo fatto noi, osservando i nostri genitori).
L’importante è rendersi conto che la maggior difficoltà risiede in noi stessi, e non nell’altro.




lunedì 24 dicembre 2012

RIMEDI EFFICACI NATURALI CONTRO I MALANNI DELL'INVERNO

Uno psicologo, come terapeuta dell'anima, si dovrebbe interessare oltre che alla "psyché" anche alla cura del corpo, per poter prendere in carico la persona a 360°.
Mi sono ritrovata infatti più volte a consigliare ai pazienti utili rimedi per i malanni causati dal freddo duranti i duri mesi invernali.
Senza troppo dilungarmi, vorrei semplicemente scrivere i pochi rimedi efficaci che sarebbe utile prendere per PREVENIRE influenza ed altre affezioni (respiratorie, gastrointestinali, ecc.).
Tali rimedi sono naturali, ciò significa che sono efficaci se presi regolarmente (non ad intermittenza) per lunghi momenti, affinché possano donare al corpo gli effetti desiderati.
Purtroppo la nostra società, dove tutto corre e più nessuno ha il tempo di fermarsi (neanche per soffrire i propri mali), ci raccomanda farmaci super chimici che "tappano" il sintomo, senza spesso curarne la causa, e creando l'insorgenza di problemi che a primo impatto non crediamo esser correlati (per es. l'antibiotico è risaputo che oltre ad uccidere i batteri cattivi, fa fuori anche quelli buoni, scatenando nel corpo infezioni di altra natura rispetto a quella di partenza).
Io stessa non prendo più farmaci (a parte qualche raro caso importante), ostacolata/aiutata dal periodo di allattamento dei miei figli, che mi ha fatto scoprire il potere delle sostanze curative naturali (sempre stando attenta all'assunzione di erbe non adatte).
Incredibile come alcuni possano invece temere prodotti naturali, lasciando la propria salute in balia di antibiotici e farmaci chimici di altra natura.

Esistono due diverse modalità per curare i diversi "acciacchi" portati dal freddo inverno: la prevenzione e la cura.

PREVENZIONE:

- propoli in soluzione idroalcolica (per adulti) o senza alcool (per i bambini) tutti i giorni da quando cominciano i primi freddi, una pipetta ogni mattina diluita in un poco di succo (io uso propoli EVSP)
- oligoelementi (rame, oro, argento), 1 pipetta ogni mattina;
- ribes nigrum, 3 pipette, contro infiammazioni di qualsiasi natura.

CURA STATI SINTOMATICI:
- propili 2 pipette ogni mattina, quando i sintomi si manifestano
- oligoelementi 2 pipette, ogni mattina
- ribes nigrum, 3 pipette

andando solo a cercare in internet qualcosa che realmente spiegasse gli effetti di propoli e di ribes nigrum, ho trovato queste informazioni:

Propoli:


La propoli ha proprietà:

Ribes Nigrum:


Viene utilizzato in fitoterapia e gemmoterapia per stimolare le ghiandole surrenali a produrre cortisolo, un cortisoneendogeno che aiuta l'organismo a reagire alle infiammazioni. Utilizzato anche per malattie cutanee (eczema e psoriasi). Il cortisolo genera una reazione essenziale ad ogni tipo di stress o lesione. Stimola la conversione di proteine in energia e elimina le infiammazioni, inibisce inoltre temporaneamente l'azione del sistema immunitario. [senza fonte]

(La fitoterapia è sconsigliata in allattamento, in quantità anche minime, ma io credo sia meglio un po' di ribes nigrum piuttoto che il solito antibiotico prescritto da pediatri o altri medici di base, dicendo che sono compatibili con l'allattamento!)

Altro rimedio molto utile contro la tosse secca: acqua calda, limone e miele.



Sperando di essere stata di aiuto,
auguro a chi in questo momento è influenzato come me, di guarire presto!

Per quanto riguarda i vaccini antiinfluenzali, consiglio di leggere il sito di COMILVA:  http://www.comilva.org/



giovedì 18 ottobre 2012

LA TERAPIA DELLA GESTALT dal punto di vista di un gestaltista

Vorrei inserire un video che ben riassume in pochi minuti la terapia della Gestalt e la sua visione del disagio esistenziale. 






lunedì 13 agosto 2012

LA RINASCITA IN PSICOTERAPIA

"La condizione alla quale si riferisce l'inferno dantesco è quella nella quale l'individuo è completamente dominato dalle sue passioni, e passivamente è posseduto da quelle che oggi chiamiamo le sue esigenze nevrotiche. Bisognerebbe tuttavia aggiungere che non c'è inferno se non per chi intraprende un viaggio sino alle profondità di se stesso, dal momento che non vi è coscienza di vivere in una prigione se non per chi inizia a prendere coscienza della realtà della sua situazione". Naranjo, 2001
, pag. 179.

giovedì 10 maggio 2012

I FIORI DI BACH

I Fiori di Bach sono una serie di essenze naturali utilizzati per il trattamento di varie situazioni emotive, come la paura, la solitudine, la disperazione, stress,depressione e ossessioni. 
Sono stati scoperti da Edward Bach tra il 1926 e1934.

Il dottor Bach era un grande ricercatore, un medico e omeopata. Ha sperimentato con diversi fiori selvatici nativi della regione del Galles, in Gran Bretagna, dove era in origine per trovare 38 rimedi naturali, ognuno con proprietà curative per i diversi problemi emotivi. 

I 38 fiori sono chiamati appunto Fiori di Bach.

I Fiori di Bach sono chiamati anche essenze floreali di Bach e fiori di Bachelisir.

La sua teoria era che alcune malattie fisiche hanno un'origine emotiva, e se i conflitti emotivi persistono a lungo, la malattia del corpo comincia ad emergere e ad esprimersi attraverso i sintomi, tuttavia, ristabilendo l'equilibrio emotivo, la malattia fisica viene risolta. Fu così che ha sviluppato la terapia delle emozioni. 

A mio parere, e secondo la mia esperienza, questo metodo si applica molto bene nella cura delle malattie e dei sintomi psicosomatici, ovvero di quelle manifestazioni che hanno un'espressione fisica del disagio emotivo e psicologico (mal di testa, dolore di cervicale, dolori gastrici, mal di gola, tosse, ma anche insonnia, sonno interrotto, etc.).
Dopo più di 70 anni, i rimedi si sono rivelati un ottimo sistema per affrontare stati fisici, mentali ed emozionali.

Per saperne di più dei rimedi e della loro somministrazione è utile chiamare uno specialista, che dopo un'adeguata indagine della sfera emotiva personale, può indicare i fiori più indicati alla persona.

I Fiori di Bach non hanno alcun effetto collaterale, e si possono somministrare a bambini, adulti, anziani e anche agli animali. I fiori funzionano come una "chiave che apre una porta": se la chiave è giusta la porta si aprirà, mentre se abbiamo scelto la chiave sbagliata la porta resterà chiusa.
E' possibile che almeno una volta si siano provati su consiglio di un amico o dell'erborista, e che non si siano verificati gli effetti desiderati. Forse, l'approccio di uno specialista, sarà sicuramente più indicato e migliore nel trovare "la chiave" giusta.

Rimango a disposizione per domande e consigli.

mercoledì 9 maggio 2012

ETICA O SANA ALIMENTAZIONE?

Mi piacerebbe segnalare un video che ha una grande importanza sia per quanto riguarda un discorso etico nei confronti degli esseri viventi, sia per quanto riguarda l'alimentazione, tema che ormai è diventato a me caro.
Escludo tutti quei pensieri e discorsi sia politici che estremisti, a cui non mi conformo.
Credo solo che sia utile poter capire cosa succede nella società in cui viviamo per poter vivere con una maggior consapevolezza di noi stessi e di coloro che ci circondano.
Il video mostra la ripresa di una lezione universitaria del giornalista americano Gary Yourofsky.

Qui trovate il link:

http://www.youtube.com/watch?v=8DQoJTwEN0Q

Sarebbe bello aprire un dibattito, con coloro che certamente hanno prima visualizzato il video.

venerdì 20 aprile 2012

"PREGHIERA DELLA GESTALT" (PERLS)

Io sono la mia vita e tu la tua.
Io non sono in questo mondo per rispondere alle tue aspettative.
E tu non sei in questo mondo per rispondere alle mie.
Tu sei tu e io sono io.
E se per caso ci incontriamo, allora è splendido!
Altrimenti non ci possiamo fare niente. (Perls, 1969)

martedì 27 marzo 2012

MASTER: L'ALLENATORE E.... IL PALLONE

Il 9 e il 10 giugno 2012 si terrà a Salice Terme il Master per allenatori dilettanti di calcio un Master di approfondimento.


Nm Sport Service organizza «L’Allenatore e… il pallone», master calcistico di approfondimento con lezioni pratiche e teoriche, rivolto a tutti i tecnici di Prima Squadra eSettore Giovanile, oltre che ai Preparatori Atletici e dei Portieri.
Un appuntamento imperdibile per approfondire e dibattere sulle moderne tipologie di allenamento e di gestione tattica, tecnica e psicologica degli atleti.
Il Master si svolgerà, per quanto riguarda la parte teorica presso la sala congressidell’Hotel Clementi di Salice Terme, mentre la parte pratica sarà sviluppata presso loStadio “De Martino” della città termale.
RELATORI
Giuseppe Sannino, allenatore A.C. SIENA
Amedeo Mangone
, allenatore A.C. REGGIANA
prof. Arturo Gerosa, preparatore atletico
prof. Stefano Tomarchio, preparatore atletico professionista
dott.ssa Elena Vlacos, psicologa dello sport
e altri allenatori professionistici di primo piano.
Coordinatore del corso prof. Arturo Gerosa

Maggiori informazioni a questo link.







giovedì 22 marzo 2012

SERATA DI PRESENTAZIONE SUL MENTAL TRAINING

Presto sarà riproposta su richiesta del Centro Sportivo Country Club Vho di Tortona la presentezione del programma di Mental Training per lo sport.

La serata si terrà 18 aprile 2012 alle ore 19 presso il C.S. Vho di Tortona.

Indirizzo:


Indirizzo
STRADA VIOLA ROSE' FACETO
Telefono
0131 /81 5605

DIPENDENZA DA GIOCO D'AZZARDO E NUOVE DIPENDENZE: LE NET ADDICTION (O INTERNET DIPENDENZA)

Secondo il DSM IV (il Manuale Diagnostico e Statistico per i Disturbi Mentali), il gioco d'azzardo patologico (o GAP) si identifica attraverso questa descrizione:
"Mostrate un persistente e ricorrente comportamento di gioco d'azzardo disadattivo, in cui il bisogno di giocare è incontrollabile e vi riconoscete in almeno 5 delle situazioni elencate di seguito:

1
Siete completamente assorbiti dal gioco d'azzardo (rivivete esperienze di gioco del passato, soppesate o programmate la prossima avventura, pensate senza sosta a come ottenere il denaro per giocare).
2
Dovete aumentare costantemente le puntate per arrivare allo stesso livello di eccitazione.
3
Non riuscite in alcun modo a controllare, diminuire o interrompere le giocate.
4
Vi sentite irrequieti e irritabili se cercate di ridurre o interrompere il gioco d'azzardo.
5
Giocare è un modo di fuggire dai problemi, dal senso di colpa, dall'ansia o dalla depressione.
6
"Rincorrete le perdite" (per esempio raddoppiate le puntate per vincere tutto in una volta e rifarvi delle perdite).
7
Mentite ai familiari, al terapeuta e ad altri per occultare l'entità del vostro coinvolgimento nel gioco.
8
Avete commesso azioni illegali (falsificazione, frode, furto, appropriazione indebita) per finanziare le giocate.
9
Avete rischiato o perso una relazione significativa, il lavoro, opportunità di studio o di carriera a causa del gioco.
10
Fate affidamento su altri per reperire il denaro con cui sanare una situazione finanziaria disperata a causa del gioco.


Il GAP non è l'unico disturbo nel campo delle "nuove" dipendenze.
Infatti ultimamente si sta analizzando e studiando una serie di protocolli clinici per dare sostegno anche a coloro che sono coinvolti nelle cosiddette "NET ADDITION" o "INTERNET DIPENDENZA".
Tale disturbo sembra poter esser descritto in modo semplice, in realtà si contraddistingue da diverse sfumature.

L'utilizzo patologico di internet è classificato come:
- specifico (compulsione da web)
- multidimensionale (utilizzo del web senza uno scopo)

Inoltre gli studi evidenziano una psicopatologia pregressa al disturdo da dipendenza da internet (es:disturbo ossessivo compulsivo, depressione, altre dipendenze, etc.) e la presenza di altre caratteristiche importanti, come la condotta a rischio, eventi di vita sfavorevoli (es:separazioni, lutti, licenziamenti), e le potenzialità psicopatologiche della rete ("sul web sono chi voglio essere").

I sintomi dell'utilizzo patologico del web:
- bisogno di maggior tempo da dedicare al computer
- riduzione dell'interesse rivolto a tutto ciò che non è online
- sviluppo "offiine" (nella vita reale) di tutto ciò che non è agitazione (es:sintomi della sindrome d'astinenza)
- un pensiero fisso rivolto all'attività on line, quando si vive la vita reale
- mancato controllo dell'impatto del bisogno sulla propria vita e i propri affetti, che può diventare distruttivo
- psicopatologia preesistente
- vera e propria alienazione: il soggetto sente di vivere una vita virtuale

Tra le dipendenze da internet troviamo:
LA PORNODIPENDENZA ONLINE
LA DIPENDENZA DA RELAZIONI VIRTUALI
LA DIPENDENZA DA SESSO VIRTUALE 
LA DIPENDENZA DA GIOCO DI RUOLO (DGR; MUD)

- LA PORNODIPENDENZA ONLINE:
Colui che soffre di pornodipendenza è dipendente da immagini e video online pornodipendente.
La finalità a cui rivolge la propria attività è quella di mantenere attiva l'eccitazione per la maggior parte del tempo (dalle 6 alle     10/12 ore).


- LA DIPENDENZA DA RELAZIONI VIRTUALI:
Riguarda per la maggior parte le donne di mezza età, che trovano uno spazio (virtuale) dove ridefinire la propria identità (spesso a proprio piacere senza coincidere con la realtà).
Difficilmente il soggetto ha percezione del proprio problema, che è sintomo di una ricerca per risolvere problemi relazionali.


- DIPENDENZA DA SESSO VIRTUALE:
Considerando che oggigiorno il traffico che riguarda la pornografia online riguarda il 90% di internet...
E' una dipendenza diversa dalla pornodipendenza (che riguarda per la maggioranza gli uomini) e si definisce come una grande preoccupazione di trovare un partner sessuale (che nella pornodipendenza non è presente), presente per la maggior parte nelle donne. Le comunicazioni avvengono di norma anonimamente o sotto falso nome.


- DIPENDEZA DA GDR (MUD)
E' un problema che riguarda principalmente gli adolescenti, dai 14 ai 25 anni, considerando che l'adolescenza oggi si è protratta.
Si caratterizza dall'utilizzo di giochi di ruolo online dove il ragazzo (o la ragazza) può creare liberamente un proprio personaggio, scegliere una missione, e creare vere e proprie relazioni virtuali (potendo far sposare anche i personaggi tra di loro), che possono poi essere vissute anche nella realtà.
Di solito il problema è segnalato dai genitori, in quanto il/la ragazzo/a non si rende conto della gravità della situazione.
Spesso il soggetto va incontro a:

  • impossibilità di controllo dell'impatto dell'attività sulla propria vita affettiva, lavorativa, sociale
  • uso prolungato di internet con necessità di impiegare maggiore tempo
  • disfunzione del ciclo sonno-veglia e del bisogno di alimentazione (esagerata o assente)
  • riduzione per l'interesse di ciò che non è internet (scuola,lavoro,famiglia, relazioni sociali)
  • sviluppo off line di ansia, agitazione ed aggressività (fino a sviluppare il fenomeno "Hikikomori", che affronta la realtà con la fuga nella tecnologia)
  • tendenza all'alessitimia e possibilità di sintomi dissociativi
  • altri
Altra dipendenza da considerare è quella dal programma online Secon Life, il quale però richiede un grande investimento di denaro, oltre al tempo dedicato, ed è proprio la parte economica che risulta per l'utilizzatore un ostacolo, permettendogli (od obligandolo) a smettere di giocare.


Ciascuna di queste dipendenze viene trattata con approcci e metodologie diverse.
Secondo gli studi più recenti si ottengono comunque buoni risultati di "disintossicazione" e di ritorno ad una vita normale.
L'approccio più utilizzato è comunque quello psicoterapeutico (se non ci dovessero essere psicopatologie pregresse da trattare con la farmacologia).
Inoltre si reputano di grande aiuto i test psicodiagnostici che lo psicologo è in grado di somministrare ed analizzare.


Per maggiori informazioni rimango a disposizione di chi avesse curiosità o necessità di consiglio.